08 mar 2013

Cesar Brie con il suo Albero senza ombra per raccontare un 11 settembre dimenticato. Sabato 9 e Domenica 10 marzo al Dialma Ruggiero


Torna l’appuntamento con il grande teatro contemporaneo del Centro Giovanile Dialma Ruggiero della Spezia (Via Monteverdi 117) inserito nella rassegna “Fuori Luogo. Progetto di teatro contemporaneo R.U. Castagna”.

Dopo il successo di Saverio La Ruina che ha commosso una platea gremita del Centro di Fossitermi, arriva per la prima volta alla Spezia uno dei più importanti artisti della ricerca teatrale internazionale: Cesar Brie.

Sabato 9 e Domenica 10 marzo alle 21.15 l’Auditorium del Dialma accoglierà lo spettacolo “Albero senza ombra” di e con Cesar Brie. Per l’occasione il grande maestro del teatro contemporaneo rivoluzionerà la scena della propria opera, prevedendo una visione a 360 gradi per il pubblico con al centro l’attore e il pubblico intorno.

Con “Albero senza ombra” Brie racconta un 11 settembre sconosciuto, lontano da quello dell'attacco al centro dell'occidente del 2001: nel 2008 in una delle periferie del mondo, nella giungla boliviana di Pando si consuma un tremendo massacro dei contadini e delle loro famiglie, ai quali l’autore e attore presta la voce e il corpo nel racconto di una storia dimenticata.
Una storia descritta anche in un documentario, firmato sempre da Brie, che è costato all’artista argentino e alla sua famiglia un esilio forzato dalla Bolivia, sfociando in minacce di morte e intimidazioni ad opera dei responsabili dei fatti che vengono narrati.
Un teatrante di frontiera, César Brie. Nella sua storia ci sono le distese sconfinate della Patagonia dove passa l'infanzia; il tumulto della Buenos Aires dove nasce nel 1956 e dove studia; i centri sociali di Milano, dove arriva da esiliato negli anni '70 mentre il suo Paese è in mano alla dittatura militare; l’esperienza in Danimarca, dove si trasferisce per lavorare con l’Odin Teatret di Eugenio Barba; le altitudini boliviane di Yotala, dove ha fondato il Teatro de Los Andes e dove vive dal 1991 al 2010, in un’azienda agricola trasformata in comunità artistica.
Costo dei biglietti: 13.50 € intero; 10 € ridotto under 30, iscritti alle associazioni del Dialma Ruggiero e soci ARCI; 5 € alunni delle scuole superiori
Per informazioni e prenotazioni telefonare ai numeri 328 2007184 e 0187 713264 oppure scrivere agli indirizzi mail fuoriluogolaspezia@gmail.com
 e centrogiovanile@laspeziacultura.it .
“Fuori Luogo. Progetto di teatro contemporaneo R.U. Castagna” è organizzato da Associazione Scarti, CasArsa Teatro, Balletto Civile e Comune della Spezia.
BIOGRAFIA
César Brie inizia a fare teatro a diciassette anni, studiando al Centro Dramatico di Buenos Aires. Nel 1972 partecipa alla fondazione della Comuna Baires, recitando in più produzioni, dirette da Renzo Casali e Liliana Duca. Con questo gruppo è costretto ad autoesiliarsi a Milano nel 1974 a causa delle persecuzioni operate dalla dittatura militare (Un membro della Comuna Baires venne sequestrato e torturato). Nel 1975 lascia definitivamente la Comuna Baires e insieme a Paolo Nalli, Dolly Albertin e Danio Manfredini fonda il Collettivo teatrale Tupac Amaru presso il centro sociale Isola di Milano. Nel 1980 incontra Iben Nagel Rasmussen, si trasferisce in Danimarca e partecipa alla fondazione del gruppo Farfa insieme a Pepe Robledo,Maria Consagra, Daniela Piccari e Dolly Albertin, definendo la possibilità di un confronto diretto con l'Odin Teatret
 ed Eugenio Barba. Nel 1990, si separa da Iben, e lascia l'Odin, con l'idea di concludere l'esperienza europea per un nuovo progetto in America Latina. Nell'agosto del 1991, insieme a Naira González e a Giampaolo Nalli, fonda in Bolivia il Teatro de Los Andes. Insieme alla comunità Yotala, in un piccolo paese vicino a Sucre, crea una struttura che produce spettacoli di ricerca. Il gruppo, oltre a produrre spettacoli in Europa, lavora su una ricerca della memoria andina, ricollegandosi ai miti del luogo. Nel 2010 César Brie e costretto a lasciare il Teatro de los Andes e la Bolivia a causa delle minacce di morte ricevute dopo aver diffuso il suo documentario “Tahuamanu" nel quale svela cosa è realmente accaduto l’11 settembre 2008 in Bolivia, data in cui i campesiños, che difendevano il diritto alla terra, sono stati massacrati e uccisi da squadristi legati all’opposizione fascista. Attualmente vive e lavora in Italia.

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